AnimalAid Italia

Rischi

alla prima udienza dibattimentale l’orsa Amarena rischia una seconda “morte” per accogliemento del decreto di nullità di citazione da parte del Giudice del Tribunale di Avezzano, presentato dal difensore dell’animalicida, che ha ritenuto insufficienti gli atti fino ad ora presentati, che sono stati restituiti al P.M. che dovrà, quindi, riemettere il decreto di citazione completo di tutti gli avvisi necessari e richiesti dalla Legge. Si riparte da capo considerando che la Procura ha già commesso errori in questo procedimento e dopo 5 udienze si è fermi al palo.

Diventa sempre più pericoloso il rischio di prescrizione.

L’animalicida in tutto ciò resta nascosto nel suo paese, dentro le mura di casa, tanto coraggioso nell’uccidere una madre alle spalle quanto codardo nel dover affrontare la folla di un processo. Ma il karma è attento e saprà come fare ordine in questa brutta, triste e delittuosa vicenda.

Noi ringraziamo la nostra Avv.ta S.C. che sta rappresentando Animal Aid Italia in questo processo. Noi siamo con Amarena.

Per sempre!

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Attualità

“Sussurri nella Mente”.

Animal Aid Italia unitamente ad #AttivistiGruppoRandagio presenta un incontro multidisciplinare che indaga le connessioni tra il comportamento animale e le dinamiche della psichiatria criminale. Attraverso relazioni di esperti e discussioni interattive, che esploreranno come l’osservazione del regno animale possa offrire chiavi interpretative uniche nella comprensione dei comportamenti devianti umani. Un incontro dedicato all’analisi dei legami tra istinti primordiali, comportamento sociale degli animali e meccanismi psichiatrici alla base della criminalità. L’incontro non vuole infine rinunciare ad una riflessione più ampia sulle grandi correnti del pensiero occidentale che hanno affrontato la questione del rapporto uomo-animale.

20 gennaio 2026 ore 15:00 sala Isma piazza Capranica n.72 Roma

Chiunque volesse accreditarsi per seguire il convegno può inviare una mail a:

ufficiostampa.animalaid@gmail.com

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Incidenti

Ancora una volta un orso bruno marsicano, del peso di circa 150 chilogrammi, subadulto di 4-6 anni, che è morto sul colpo per essere stato investito nella notte scorsa mentre attraversava la carreggiata della statale 690 Avezzano-Sora. Alla guida dell’auto, che ha investito l’animale, una giovane del posto, che si è trovata, steso sull’asfalto, questo giovane orso maschio di grossa taglia senza vita. Non è la prima volta che accade e non sarà neppure l’ultima, se gli Enti competenti non provvederanno a porre in sicurezza le strade che attraversano il PNALM, dove è sicura la presenza degli orsi marsicani. Ricordiamo la morte di Juan Carrito, morto investito da un’auto, perchè attraversava una strada interna al Parco. Queste notizie lasciano l’amaro in bocca e la perenne sensazione d’impotenza verso le sorti di una specie selvatica unica al mondo che si avvia all’estinzione. Ci chiediamo:” di chi sono le responsabilità delle morti degli orsi per incidente stradale?”

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Incontri

Al museo di Calci, su invito del professor Marco Zuffi, si è tenuta una giornata di confronto e comunicazione dedicata alle nidificazioni della tartaruga Caretta Caretta, registrate in Toscana durante la stagione 2025. Hanno partecipato numerosi Enti, gruppi di volontari e associazioni tra cui Anima Aid Italia con la responsabile aree marine #CristinaPapini, WWF Alta Toscana, WWF Massa, Legambiente Versilia, TartaMare, ARPAT, l’acquario di Livorno, insieme ad esperti e biologi del settore. Durante l’incontro sono stati presentati dati sciantifici da parte degli esperti e dati sul campo, raccolti dai volontari impegnati anno dopo anno, nel monitoraggio dei litorali. E’ stata una giornata ricca, intensae molto stimolante, in cui sono emersi spunti, criticità e riflessioni importanti. C’è ancora molto da dire e ancor più da fare ma l’incontro si è concluso con la promessa di un impegno reciproco per proseguire questo prezioso confronto.

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Orrore

i resti di un lupo, solo il corpo, niente testa né zampe né coda, sono stati ritrovati dai Carabinieri e dagli Agenti del Corpo Forestale altoatesino nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies in provincia di Bolzano. Sono state attivate le ricerche degli autori di tale atto criminale e le indagini rivolgono le loro attenzioni al mondo del bracconaggio, tanto che in una perquisizione domiciliare, disposta dall’autorità giudiziaria, un residente della Val Badia è stato deferito per detenzione illegale di parti di armi da fuoco e per il reato di bracconaggio e peggio che mai, sono stati trovati inoltre tre esemplari di gracchio alpino “Phrrocorax Graculus”, abbattuti da poco tempo, specie la cui uccisione è vietata. Ovviamente questi “personaggi” se ne infischiano delle leggi a tutela della fauna selvatica e spadroneggiano nelle valli, uccidendo illegalmente animali preziosi per la biodiversità. Indossano abiti da cacciatori ma sono tutti bracconieri vigliacchi!

Inoltre la stampa continua a pubblicare falsità antiscientifiche sulla natura dei lupi e sui loro comportamenti, e queste immense bugie aumentano la paura collettiva della popolazione.

E’ già pronta la denuncia contro questo crimine nell’attesa che il lavoro investigativo del Carabinieri Forestali trovi i responsabili per fare giustizia giusta!

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Scadenze

Il lupo della Lessina è salvo! Il Consiglio di Stato, dopo aver sospeso il provvedimento, ha dichiarato “il non luogo a provvedere” contro il provvedimento che autorizzava l’abbattimento del secondo lupo della Lessinia, visto che, a causa dei ricorsi e sospensioni, il provvedimento era scaduto.

Un primo lupo era stato già ucciso nella notte tra il 19 e il 20 settembre, come stabilito dal decreto del presidente della Provincia autonoma di Trento, Fugatti, che ordinava il “prelievo” di due lupi del branco accusato di predazioni su animali d’allevamento a Malga Boldera. Nel gruppo sono stati avvistati di recente anche quattro cuccioli.

Il giudice amministrativo ha motivato la decisione rilevando che nel frattempo è scaduto il termine di efficacia del provvedimento provinciale, valido solo “entro la fine del periodo di pascolo 2025”. Di conseguenza, la misura non è più attuabile e non sarà possibile procedere con l’uccisione del secondo lupo, rendendo di fatto inefficace l’autorizzazione provinciale.

Pertanto il lupo è salvo, ma l’attenzione deve restare alta, verso chi pare abbia una battaglia costante contro la fauna selvatica.

Soffia un “venticello” di vendetta animale in trentino! o no?

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