Oggi è l’11 settembre, una data particolare dal punto di vista della civiltà modernissima, tuttavia per noi questo giorno ci ricorda il triste epilogo della vita, preziosa, di una mamma orsa, Daniza, che ha risposto all’istinto di protezione verso i propri cuccioli quando un cercatore di funghi si è palesato troppo vicino alla prole. L’orsa ha fatto l’orsa, non ci sono altre congetture e ha ferito lievemente questo personaggio sconsiderato. Allora la PAT, al tempo condotta dal Presidente Ugo Rossi, decide per la cattura di questo animale ritenendo serio il pericolo del ripetersi dell’aggressione. Così, dopo un lungo inseguimento, l’orsa viene individuata e il veterinario incaricato dalla PAT spara l’anestetico, una dose massiccia, esagerata, letale. Daniza muore per arresto cardiaco e viene catturato uno dei suoi cuccioli, poi liberato. I 2 cuccioli M31 e F16, di 16 mesi all’epoca della morte della mamma, sono stati poi monitorati e sembra siano riusciti a superare tutti i pericoli di una vita senza guida e senza insegnamenti. Cosa resta di questa storia? Un triste esempio di come in Italia la fauna selvatica sia mal protetta, ignorata nella sua etologia, catturata e uccisa. Ci resta il dubbio (unica cosa certa nel mondo!) che la dose sparata non sia stata un errore bensì un’intenzione per risolvere a priori un problema tutto trentino. In memoria di Daniza!
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