AnimalAid Italia

Sondaggio

Proponiamo ai nostri lettori un sondaggio al quale rispondere con semplicità e onestà, scegliendo una risposta unica.

La richiesta deriva dall’approvazione in Senato del ddl 1552 a firma malan, che sarà discusso alla Camera nei prossimi giorni.

Il quesito è il seguente:

In Italia caccia no?

In Italia caccia sì?

Grazie

www.animalaid.it

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Considerazioni

COMUNICATO

Modifiche alla Legge 157/92: Il vero pericolo si nasconde nei dettagli. La fauna è un bene da tutelare, non da “gestire”.

Ciò che avrei voluto ribadire oggi al Pantheon è il reale scenario che ci attende con la modifica della Legge 157/92. Un orizzonte che va ben oltre la figura degli “sparatori” o del cacciatore tradizionale. Il vero problema, nonché il pericolo maggiore, risiede negli articoli inseriti in modo subdolo, non mostrati palesemente all’opinione pubblica.

I pericoli nascosti della riforma:

Lo smantellamento delle tutele: Il primo obiettivo di questa manovra è spadroneggiare sui Parchi Nazionali e Regionali, indebolendone le difese storiche.

La sostituzione dei cacciatori con figure non scientifiche: Il secondo punto critico è la legittimazione di figure come i Selettori/Selecontrollori e l’aumento di potere degli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia). Queste figure stanno di fatto sostituendo i cacciatori tradizionali (i cui tesseramenti, secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono in netto declino, senza ricambio generazionale né futuro), venendo imposte senza alcun criterio né scientifico né popolare.

Le azioni immediate e la critica alla nostra rappresentanza:

Dobbiamo ragionare fin da subito sulla non applicabilità di queste figure a livello regionale: è un’azione che si può intraprendere immediatamente.

Parallelamente, è urgente aprire un dialogo serio con le associazioni. Non possiamo più tollerare l’atteggiamento tenuto finora da chi avrebbe dovuto rappresentare tutti noi. Le nostre osservazioni e richieste sono state puntualmente snobbate, e il risultato di questa debolezza percepita dalla controparte è sotto gli occhi di tutti: il declassamento della tutela del Lupo e una “libera caccia” ormai fuori controllo. Invito questi rappresentanti a una profonda riflessione: questo atteggiamento non inclusivo porta solo a scenari negativi e a sconfitte per tutto il movimento.

La nostra visione: Ritorno alla vera tutela (Il concetto di “Animale in difficoltà”)

Oggi serve un riammodernamento totale della Legge 157/92, ma per aumentarne le tutele. Dobbiamo eliminare definitivamente il concetto di “gestione”: la fauna non si gestisce, si tutela.

Non dobbiamo inventare nulla, basta guardare alla filosofia originaria della 157/1992: la fauna selvatica era considerata un patrimonio indisponibile dello Stato, e la Polizia Provinciale interpretava questo mandato con un approccio spiccatamente conservativo e di soccorso. Nel modello operativo tradizionale, l’ingresso di un selvatico in area urbana era trattato per quello che è: un’emergenza ecologica e un animale in difficoltà.

Il protocollo di un tempo, che noi rivendichiamo, si basava su:

Comprensione del disorientamento: L’animale era visto come un soggetto che aveva smarrito la via a causa dell’antropizzazione, non come un “invasore”.

Tutela dell’incolumità: L’obiettivo era proteggere l’esemplare dai pericoli della città (traffico, barriere) e, contemporaneamente, mettere in sicurezza i cittadini.

Tecniche Cruelty-Free: Si utilizzavano esclusivamente gabbie di cattura indolore, reti morbide e telenarcosi (sedazione a distanza) solo se strettamente necessaria.

Reimmissione: L’animale veniva scortato fuori, trasferito in aree boschive o affidato ai CRAS (Centri di Recupero) se ferito.

Cosa è cambiato e come la politica ha fallito:

Oggi lo scenario faunistico è mutato. Animali come cinghiali o volpi trovano nelle città cibo facile (rifiuti) e assenza di predatori, diventando spesso stanziali. Di fronte a questo, invece di risolvere le cause umane dell’urbanizzazione, si è scelta la strada più violenta. Le recenti riforme (come le modifiche all’Art. 19 della 157/92) hanno virato l’asse dalla “tutela e scorta” al “controllo e contenimento”, introducendo piani di abbattimento sistematici e trasformando la fauna in un mero problema numerico o di sicurezza.

Eppure, il nostro approccio etico non è un’utopia: resiste ancora oggi. Nonostante la pressione delle nuove normative improntate ai fucili, la Polizia Provinciale, i nuclei di Polizia Metropolitana e la Forestale, in collaborazione con gli enti del Terzo Settore, mantengono viva questa sensibilità salvando animali nei contesti urbani. È da qui che dobbiamo ripartire, rimettendo al centro l’etica e il mondo scientifico.

Basta fiumi di denaro alle lobby venatorie: rispetto per il volontariato

In quest’ottica, è imperativo dare reale potere e sostegno economico ai CRAS, ai santuari e ai rifugi, non alle aziende venatorie e ai “cacciatori sparatutto”. La pioggia di fondi pubblici destinata sempre e solo alla distruzione di vite deve cessare. Oggi abbiamo volontari stremati, privi di aiuti istituzionali, che con immensa dedizione, umiltà e amore per la biodiversità si fanno carico di un lavoro che spetterebbe allo Stato. I santuari e i CRAS non ricevono nemmeno lo 0,00001% dei miliardi che il Ministero dell’Agricoltura elargisce altrove.

Bisogna iniziare a pretendere che le istituzioni rispettino i loro mandati e riconoscano l’opera vitale del mondo animalista e ambientalista, che agisce in silenzio e senza il continuo spalleggiamento politico. I cacciatori hanno già avuto troppo; ora si è ampiamente oltrepassato il limite.

Ci sono danni ambientali evidenti per i quali qualcuno deve pagare, e non possono essere sempre i comuni cittadini – che nulla hanno a che vedere con le doppiette – a rimetterci.

Il continuo vittimismo di cacciatori e allevatori è distorto, disonesto e vergognoso. Ho ascoltato parole allucinanti da certi esponenti politici – in particolare della Lega – che raccontano una marea di falsità, cavalcando questo vittimismo senza mai entrare nel merito della verità. La cruda realtà è fatta di zero controlli e fiumi di milioni di euro degli italiani sperperati, mentre i nostri ospedali sono al collasso. Ma ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Chi siede nelle istituzioni deve ricordarsi che è un rappresentante dello Stato Italiano, non dello Stato delle Lobby.

Il nostro percorso è chiaro: prima bloccare queste modifiche tossiche e ripristinare le vere tutele, togliendo i fondi a chi distrugge per darli a chi salva, per poi arrivare all’eliminazione definitiva della caccia tramite un Referendum.

Per chiudere, voglio ricordare a chi siede nelle istituzioni che la Costituzione della Repubblica Italiana non è carta straccia. Pretendiamo il pieno e rigoroso rispetto dell’Art. 9: l’ambiente e gli ecosistemi sono un bene inestimabile del popolo. Gli animali devono essere finalmente riconosciuti per ciò che sono, ovvero SOGGETTI portatori di vita e di diritti, e non oggetti in balia di interessi altrui o mera merce di scambio commerciale ed elettorale.

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Notizia

Animal Aid Italia è fra le associazioni che sono state ammesse come parte civile al processo che vede imputato l’animalicida dell’orsa Amarena. Si ringrazia sentitamente l’Avvocata #SilviaChiavaroli che ha lavorato con grande determinazione per rappresentare l’associazione. Un successo inatteso! Ora si attende la prossima udienza a settembre 2026 e la condanna di questa cattiva persona. Animal Aid Italia dedica questo successo a Pier Paolo Cirillo e Riccardo Lagana’

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Iniziative

Animal Aid Italia informa tutti coloro che si troveranno presso la località di Massa Carrara che il 6 giugno p.v. dalle 15:00 alle 19:00 si svolgerà un evento che vedrà tra i protagonisti anche le tartarughe Caretta Caretta rappresentate dal “progetto Soraya”.

L’evento nasce dal desiderio di sensibilizzare le persone al benessere per gli animali, tutti gli animali, anche quelli che vivono in mare!

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Verità

Invitiamo tutto coloro che hanno a cuore la fauna selvatica italiana a prendere parte al convegno “Selvatica. Oltre il mirino: anatomia di una convivenza negata”, che si svolgerà a Roma il 19:00 giugno p.v. [ore 15:00] presso la Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio al Campidoglio. Saranno presenti relatori importanti che informeranno sulle tante notizie difformi che i media schierati divulgano a favore di un governo specista che non ama la biodiversità.

Esserci è d’obbligo!

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Basta!

L’inverosimile accade nella capitale d’Italia in una calda sera di maggio: un minus habens con in mano un accendino, sollecitato da altri pari a lui, dà fuoco ad una serie di esplosivi pirotecnici che provocano terrore e la fuga dei cavalli del gruppo dei Carabinieri, fermi li nei pressi, i quali avrebbero dovuto fare le prove per la parata del 2 giugno! Roma e i romani assistono alla galoppata su una stada ad alto scorrimento, di questi animali spaventati che nella corsa provocano danni alle auto parcheggiate e ai Carabinieri accorsi per fermare la folle corsa. Bilancio finale: un cavallo ucciso perchè gravemente ferito, una Carabiniera con un trauma cranico, un’altra che ha perso i denti e una con una costola rotta e un polmone perforato.

Leggiamo attoniti che il Capo degli Vigili della Municipale, responsabili di questo danno, ha disposto il sollevamento dalla partecipazione alla parata del 2 giugno, dei 4 Vigili. Diciamo che ha fatto loro un favore: se ne staranno a casa con le famiglie invece di prestare servizio!

Invece sosteniamo a gran voce che gli animali in genere, e in questo caso i cavalli, NON dovrebbero MAI PIU’ essere coinvolti in queste manifestazioni medievali. La domanda è: ma quando il genere umano evolverà verso una cultura etica e di rispetto verso l’altro, chiunque esso sia?

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